Alcuni organi di stampa danno notizia di una ricerca americana dell’Environmental Health Perspective sul “calo drastico del bisfenoloA (un indurente organico della plastica) osservato nel sangue di un gruppo di famiglie dopo tre giorni di dieta speciale, senza cibi conservati in contenitori plastici”. L’idea che gli alimenti conservati nella plastica siano problematici per la salute non è nuova. Già dagli anni ’30 si sospetta che il BPA sia pericoloso e che gli additivi indiretti - i composti utilizzati per produrre gli involucri alimentari - “aggrediscano” gli alimenti. Ora se ne valuta l’effetto cumulativo nell’organismo.
L'etichetta ecologica di Legambiente Turismo prevede fin dai primissimi passi l’eliminazione graduale e progressiva delle monodosi alimentari, soprattutto le marmellatine a colazione e bustine di condimenti vari, diffuse per ragioni pseudoigieniche. L’obiettivo è diminuire i rifiuti e offrire al turista marmellate più buone, magari sfuse con pezzetti di frutta, di produzione propria o locali, biologiche che, soprattutto, non abbiano passato mesi o anni a contatto con la plastica. Da tempo ci battiamo, insieme ai nostri associati, contro interpretazioni restrittive dell’HACCP che impediscono alle strutture turistiche di servire direttamente determinati cibi sfusi, imponendo di fatto la monodose, ritenuta più sicura, controllabile e “comoda”.

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