• Descrizione

    Residenza Stuart nasce dalla ristrutturazione dell’antico palazzo della famiglia Stuart, una casa nobiliare, concepita e costruita nella metà dell’800, dai  trisavoli della proprietari, Anna Camp e William Stuart, partiti da Edimburgo e provenienti da Roma, venuti in Italia probabilmente sulla scia delle idee repubblicane di Mazzini e di Garibaldi.

    Il palazzo è stato suddiviso in comodi appartamenti cercando  di razionalizzare e diminuire il più possibile l’impatto ambientale di un edificio così grande, coibentandola e avvalendoci dei più moderni impianti idro-elettrici e soprattutto, dell’esperienza delle maestranze del luogo.

    Non anonime ditte specializzate, ma bravissimi idraulici, elettricisti, pittori, falegnami, fabbri del territorio, bituati a lavorare e recuperare ambienti che non sono mai standard.

    Per il restauro è stato scelto il metodo conservativo che ha dato l’opportunità di ripristinare, recuperare materiali bellissimi come il marmo, il legno i tessuti e di aprire le porte all’alto artigianato locale. E’ stato recuperato il più possibile: dai mattoni alle pietre e tegole, persino la terra del giardino e andando a recuperare materiali che si accostassero il più possibile a quelli utilizzati in origine, come il travertino e la terracotta, ma è stata data importanza anche alla innovazione tecnologica; la collaborazione con ditte di eccellenza italiane  ha dato la possibilità di fare a meno degli impianti di aria condizionata che avrebbero deturpato l’arredamento e inquinato. E’ stata realizzata una coibentazione di altissima efficienza energetica del sottotetto attraverso dei tappetini ottenuti dallo scarto della tosatura della lana di pecora, che creano un microclima caldo d’inverno e fresco d’estate.

    L’azienda ha poi iniziato subito una collaborazione con Il Comune, la Guardia Forestale e soprattutto Legambiente, per il ripristino, la salvaguardia e la manutenzione non solo della casa, ma anche del verde pubblico adiacente la proprietà e i prorpietari hanno collaborato con tutte le iniziative che hanno avuto come scopo la valorizzazione ambientale e sociale di questo bellissimo territorio.

    Dal 1 gennaio del 2021, dopo 10 anni di restauro, hanno aderito  a ASSOCIAZIONE DIMORE STORICHE ITALIANE, importantissima istituzione nata nel 1977 che ha il Patrocinio del Presidenza della Repubblica, collegata all’European Historic Houses Association (EHH).

    E ora qualche notizia sugli  appartamenti:

    L’ARREDAMENTO:
    Per l’arredamento, ci siamo divertiti a riaprire i cassetti, restaurare quadri, armadi e oggetti, sperando di dare anche a Voi ,quelle sensazioni che probabilmente fecero decidere il nostro trisavolo Sir William Stuart, Capitanano dell’Esercito Reale Inglese e sua moglie Anna Camp, di lasciare tutto e tutti a Edimburgo,nel 1860 ca. e venire a vivere qui, nella campagna toscana, lontana dalle grandi e famose città, ma che si trova perfettamente a metà strada, tra la razionale e classica Firenze rinascimentale e la sontuosa, elegante e fantasiosa Roma papalina del ‘500 come scoprirete voi stessi passeggiando per il paese o “fuori le mura”.

    LA MOBILIA
    La maggior parte dei mobili, sono stati creati tra la fine del XVI e gli inizi del XX sec.; prevalentemente, sono di manifattura italiana e non mancano esempi di alto artigianato fiorentino, che richiamano le Ville Medicee di campagna

    LA QUADRERIA
    Quasi tutti i dipinti, raffigurano paesaggi campestri o scene mitologiche e come nella tradizione italiana, si possono trovare immagini sacre e profane.

    Sono interessanti anche alcune litografie di scuola romana che rappresentano delle scene mitologiche e una Santa Lucia, dipinto della fine del XVI sec., che, dalla fattura, sembra provenire dalla cerchia del pittore senese Domenico Beccafumi.

    I TESSUTI
    Gli arazzi, lenzuoli e copriletto, appartengono quasi tutti ai Corredi Nuziali della fine dell’800 e gli inizi del ‘900.
    Sono stati prodotti con il telaio a mano, probabilmente nelle officine tessili di Prato, o più probabilmente, nei conventi delle suore di clausura di Lecceto (Siena) e di Pienza o dalle donne di Montepulciano (la fabbricazione del tessile è stata una prima occupazione tipica femminile).
    Sono di seta, di lino, di cotone e canapa.
    I ricami invece, sono stati realizzati dalle “donne di famiglia”: mamme, zie, nonne, dello sposo o della sposa. Quasi tutti i lenzuoli che abbiamo ritrovato, erano nuovi, cioè, non sono mai stati mai utilizzati. Nella foto un piccolo cuore dal passato…

    IL RAME

    Tutto il rame che vedete, faceva parte del corredo delle cucine.
    Oggi viene utilizzato come elemento di arredo, ma per molti secoli è stato impiegato per prendere e conservare l’acqua delle fonti e per cucinare.
    Altre notizie, le potrete avere da Cesare, uno degli ultimi Mastri Ramai, che ha la sua bottega artigiana e museo, in Via del Teatro, a pochi metri dalla nostra casa: se lo andate a trovare, ditegli pure che abitate nella casa dagli Stuart e lui saprà certo spiegarvi meglio di noi, tutti i segreti di questo bellissimo materiale….anche del nostro!

    LA CERAMICA E TERRACOTTA
    Molti vasi e suppellettili sono di scuola toscana e umbra e vanno dal XIX al XX sec.
    La terracotta proviene questi tutta dai laboratori locali e di Impruneta (Firenze). Per il restauro del giardino abbiamo deciso di riutilizzare tutti i mattoni (mattacchioni, e pianelle) realizzati nella metà dell’800 nelle fornaci di Pienza e Torrita di Siena.

    IL GIARDINO

    Il nostro giardino è stato restaurato tra il 2013 e il 2014, non abbiamo chiamato ditte esterne, ma abbiamo lavorato direttamente con le nostre mani, avvalendoci della sapienza di alcuni artigiani fidati, che ormai collaborano con noi da diversi anni.

    Non abbiamo costruito nulla di nuovo, ma ci siamo limitati a ripulire, fortificare, e risanare quello che già esisteva, abbiamo utilizzato tutti i materiali locali e abbiamo cercato il più possibile di ricreare l’idea e l’atmosfera del giardino italiano, che probabilmente fu visto e voluto dai nostri trisavoli inglesi, nella seconda metà dell’800.

    Un giardino della Toscana vista, descritta e costruita dal Ghete e poi dal Berenson, dal Berkley, del Pincel; quella dei campanili, delle strade contornate da cipressi, dal tempo che si è fermato in un epoca indefinita, del sole che sbatte sui mattoni, creando giochi di luce e di ombra in ogni ora del giorno, delle Madonne con il Bambino, della calma e della lentezza.

    IL RESTAURO

    Per il restauro, abbiamo utilizzato l’antica tecnica“ del riporto”, una pratica costruttiva ideata nel periodo etrusco/romano e impiegata in tutta Italia, fino alla seconda metà del ‘900: ci siamo avvalsi cioè, di tutto il materiale già esistente in loco, che a sua volta, nei secoli passati, era stato utilizzato per per costruire o abbellire altri elementi architettonici.
    Abbiamo separato i mattoni, le pietre, i sassi, la terra e tutto ciò che era possibile utilizzare e abbiamo scartato il meno possibile.

    LA FAUNA,
    siamo in città, ma il giardino e il bosco offrono ospitalità a piccoli, discreti e innocui animaletti, come le lucertole, grilli, ricci, colombe, tortore, lucciole, rondini, usignoli, allodole, merli, a volte ci sono anche le volpi.
    Ultimamente si sono aggiunti dei geko, piccole lucertole, bravissime a cacciare le zanzare, che fino a pochi anni fa, facevano parte della fauna marittima mediterranea e che a causa i cambiamenti climatici si sono spostati nell’entroterra.

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