• Descrizione

    Il Magazzino delle Scope nasce nel 2011 e vuole proporre un’alternativa ai locali turistici tipici delle città di mare.
    All’interno del locale, ogni dettaglio sembra voler convergere verso un unico punto, di arrivo e di partenza, un punto in cui arte, cucina, design, arredamento e sperimentazione creativa si incontrano, al di là di ogni moda o tendenza.
    Qui negli anni si sperimentano nuovi gusti e il menù varia seguendo la stagionalità dei prodotti: la volontà è quella di proporre piccoli piatti, partendo dal concetto del cicheto veneziano (prelibatezza sfiziosa da mangiare in piedi e in pochi bocconi) che subisce un’evoluzione diventando una vera e propria portata (ecco che diventa “chic”) facendo il suo ingresso sulla tavola del ristorante.
    Piccoli piatti – anche nel prezzo – in modo che si possano assaggiare tanti gusti diversi in una sola cena; con una fondamentale differenza, però, rispetto alle classiche cene: i piattini arrivano man mano che sono pronti, sovvertendo le regole che vedono succedersi gli antipasti ai primi, i secondi ai contorni. Si può ordinare di continuo, fino a quando non ci si sente abbastanza soddisfatti e sazi.

    Ma non c’è storia del Magazzino delle Scope senza la storia del Don Claudio, il locale che per più di trent’anni è stato il punto di riferimento per gli amanti della cucina creativa, e con cui il Magazzino ha operato, nel 2017, una vera e propria fusione.
    Il Don Claudio ha saputo assumere una sua precisa identità ed è stato in grado di mantenerla, coniugandola perfettamente alla necessità di trasformazione di una famiglia che nella vita ha viaggiato molto, ma che ha saputo ritornare nel territorio di origine e mettere, proprio lì, le sue radici. Claudio Romano, timoniere per più di trent’anni, Amos Romano come deus ex machina tra Magazzino e Don, Massimiliano in sala e, in cucina dal 2007 al 2016, lo chef Matteo Gobbo.
    L’unione con la condivisa anima del Don Claudio ha portato nel Magazzino delle Scope i suoi crudi di pesce – rivisti e riproposti nell’ambiente della Chicheteria – del Magazzino invece, è rimasto semplicemente tutto.
    Perché il Magazzino non cambia mai, ma sa evolversi, per creare abbinamenti sorprendenti e soluzioni culinarie mai scontate, estremamente raffinate, presentate senza eccessi o inutili fronzoli. Un viaggio enogastronomico – quello che il team sta percorrendo da molti anni – che profuma di esperienza e di voglia di mettersi in gioco.

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